Aprile con la Room del Collezionista su Clubhouse Italia

Glenda Cinquegrana e Beatrice Trussardi durante la puntata 39 della trasmissione Forbes Leader

ART COLLECTING Che Passione! La Room del Collezionista, l’appuntamento settimanale di Clubhouse Italia dedicata al collezionismo d’arte, riprende dopo la pausa pasquale!

Di seguito ecco il programma dei prossimi appuntamenti di aprile:

 

  • Le fiere d’arte di domani e il collezionismo 

Domenica 11 aprile 2021, ore 19.30-20.30 su ClubItalia

Quali sono le prossime sfide che affronteranno le fiere d’arte dopo la pandemia? A seguito della recente evoluzione del mercato nella direzione del digitale, come potranno nuovamente incontrare i gusti del collezionismo italiano e straniero?

 

Moderano: Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista specialista di mercato dell’arte, assieme a Laura Manione, critica e curatrice fotografica.

 

Ospiti: Stefano Raimondi, direttore di Art Verona e Nicola Ricciardi, direttore di MiArt, Milano. Intervengono: Cristina Masturzo e Barbara Meneghel. 

Stefano Raimondi (1981) dal 2019 è direttore di Art Verona. Dal 2010 è direttore del network culturale The Blank Contemporary Art con cui organizza annualmente il Festival d’Arte Contemporanea ArtDate e con cui ha curato le mostre personali di Nathalie Djurberg & Hans Berg, Eva & Franco Mattes, Jonas Mekas e Deimantas Narkevičius. È stato Curatore alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 2011 al 2017, istituzione per la quale ha curato mostre personali di artisti internazionali come Cory Arcangel, Rochelle Goldberg, Rashid Johnson, Andrea Mastrovito, Ryan McGinley e Pamela Rosenkranz.

Nicola Ricciardi (Milano, 1985) è dall’ottobre 2020 direttore artistico di MiArt. Dal 2016 al 2020 è stato Direttore Artistico delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, dove con la sua visione ha contribuito a fare dell’istituzione culturale uno dei principali centri per la produzione e la promozione delle arti visive e performative in Europa. Dal 2017 al 2018 è stato mebro del Board dei Directors del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato. Prima del suo incarico presso OGR, ha curato numerose mostre di artisti italiani e internazionali, tra cui Diego Perrone, Alessandro Pessoli, Patrick Tuttofuoco, Mark Horowitz, Kour Pour e Frank Hulsbomer.

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte. Attualmente è docente di Economia e Mercato dell’Arte e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti (Milano) e contributor di Artribune Magazine nell’area di mercato dell’arte. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell’arte contemporanea italiana.

Barbara Meneghel è critica, curatrice e producer d’arte contemporanea. Laureata in Filosofia estetica, si è specializzata in Visual Art and Curatorial Studies presso la NABA di Milano. Tra il 2015 e il 2020 è stata project manager e assistente alla curatela di ‘Banca di Bologna Contemporary’. Tra il 2015 e il 2017 ha insegnato Visual Languages presso IED Milano, e dal 2020 insegna presso la NABA. Scrive per Flash Art Italia, Rivista Studio, Forbes Italia.

 

  • Collezionismo e musei

Domenica 18 aprile, 2021, ore 19.30 – 20.30 su ClubItalia

 

Quali sono i rapporti virtuosi che si possono creare fra musei e collezionisti privati? Raccontiamo i nuclei delle collezioni di alcuni musei italiani attraverso le parole di direttori e curatori, e solleviamo alcune tematiche relative al rapporto musei e collezionisti privati.

Ospiti: Denis Isaia, curatore del MART di Rovereto e Cristiana Perrella, direttrice del Centro Pecci di Prato. Intervengono: Giuseppe Casarotto, collezionista e presidente dell’Associazione GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

Moderano: Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista specialista di mercato dell’arte, assieme a Laura Manione, critica e curatrice fotografica.

Denis Isaia (Torino 1974), curatore d’arte dal 2006, ricopre attualmente la carica di curatore per le mostre e le Collezioni d’arte contemporanea del MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Presso il Mart di Rovereto ha coordinato innumerevoli mostre e co-curato le esposizioni e le pubblicazioni di Robert Morris. Films and videos, Carlo Alfano, Francesco Consagra. Trama, Alighiero Boetti. Erodiade – Fame di vento, Luca Bertolo, Sara Enrico The Jumpsuit Theme.

Cristiana Perrella (Roma, 1965).  Curatrice e critica, attualmente Direttrice del Centro Pecci di Prato, ha diretto dal 1998 al 2008 il Contemporary Arts Programme di The British School at Rome. Dal 2007 al 2009 ha ideato e avviato per RISO – Museo d’arte Contemporanea della Sicilia, l’attività di un’agenzia per lo sviluppo dell’arte giovane (SACS-Sportello per l’Arte Contemporanea in Sicilia), essendone curatrice nei primi due anni e di nuovo nel 2012-2013. Dal 2009 al 2017 ha curato la parte artistica delle attività della Fondazione Golinelli di Bologna. Nel 2016, è stata una delle curatrici della 16a Quadriennale di Roma. Come curatrice indipendente ha collaborato con istituzioni Italiane e internazionali, tra cui il MAXXI, per cui ha curato nel 2010 una delle mostre con cui il museo si è inaugurato, proseguendo poi la collaborazione con altri tre progetti espositivi e la Fondazione Prada.

Giuseppe Casarotto, ingegnere dirigente d’azienda, è presidente di Club GAMeC, associazione culturale a sostegno GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, ideatore del premio annuale Club GAMeC Prize. È membro di Seven Gravity Collection.

 

  • Collezionismo e aste. 

Domenica 25 aprile 2021, ore 19.30 – 20.30 su ClubItalia

Quale è il peso all’interno del mercato delle case d’asta? Oltre al peso economico, consideriamo anche il peso culturale di questi operatori, raccontanedone aspetti operativi.

Ospiti: Roberto Mutti, direttore del dipartimento di fotografia di Finarte, e Elena Zaccarelli, Specialist, Head of Sale, Modern and Contemporary Art, Christie’s. 

Moderano: Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista specialista di mercato dell’arte, assieme a Laura Manione, critica e curatrice fotografica.

Roberto Mutti è giornalista, critico, docente di fotografia presso l’Accademia del Teatro alla Scala e l’Istituto Italiano di Fotografia, curatore di mostre di giovani promettenti e autori affermati. Autore di molti libri, cataloghi e monografie di argomento fotografico, è direttore artistico del Photo Festival di Milano, curatore dell’archivio della Fondazione 3M e Capo dipartimento della casa d’aste Finarte per la Fotografia. 

Elena Zaccarelli è Specialist, Head of Sale, Modern and Contemporary Art, Christie’s. Laureata in lettere moderne con una specializzazione in storia dell’arte presso l’Università di Bologna, Elena lavora da dieci anni nella sede italiana di Christie’s, dove attualmente è specialist di Modern and Contemporary art, Head of Sale. Esperta di arte italiana del XX secolo, si occupa di fornire valutazioni e raccogliere opere d’arte, viaggiando tra le varie sedi Christie’s e seguendo le aste internazionali.

Arriva La Room del Collezionista su CLUBHOUSE ITALIA a cura di Glenda Cinquegrana

Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista esperta di mercato dell’arte per Forbes Italia, conduce e modera a partire da marzo tutte le domeniche all’interno del palinsesto Arte Cultura di ClubhouseItalia, ART COLLECTING Che Passione! La Room del Collezionista. Nella stanza si alternano ogni settimana ospiti invitati a parlare di collezionismo d’arte e passione.  I temi trattati vanno dal collezionismo visto nei suoi generi specialistici, come quello rivolto alla fotografia e al video d’arte e il libro d’artista, al collection management, la gestione delle collezioni, al rapporto collezionismo e musei.

Per non perdere l’appuntamento puoi seguire ClubhouseItalia o Glenda Cinquegrana (@glenda5grana) su Clubhouse. 

 

Ecco il programma di marzo 2021:

 

  • Il Collezionismo fotografico.

Domenica 7 marzo 2021, ore 19.30-20.30 su Clubhouse Italia

 

Modera: Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista specialista di mercato dell’arte, assieme a Laura Manione, critica e curatrice fotografica.

 

Quali sono le caratteristiche del collezionismo di fotografia? Come si struttura il mercato della fotografia? Trattiamo con due esperti il tema delle edizioni, del mercato della fotografia italiana, della conservazione delle fotografie da collezione.

 

Ospiti Denis Curti, curatore del La Casa dei Tre Oci, Venezia e Nicoletta Rusconi, di Nicoletta Rusconi Art Project. Intervengono: Massimo Vitali, Artista. 

 

Denis Curti. Direttore artistico della Casa dei TRE OCI a Venezia. Fondatore della galleria Still e autore di Capire la fotografia contemporanea Marsilio, Editore.

 

Nicoletta Rusconi, imprenditrice e collezionista, ideatrice di Nicoletta Rusconi Art Projects. Nicoletta è direttrice della galleria Fotografia Italiana attiva dal 2003 al 2009, dove espone fra gli altri Franco Fontana, Antonio Biasucci, Mario Cresci. Sotto la guida di Nicoletta sono nate le residenze CASCINA MARIA e CASCINA I.D.E.A. e il progetto digitale ARTRITE per i giovani collezionisti.

 

 

  • Il libro d’artista come oggetto da collezione

Domenica 14 marzo 2021, ore 19.30-20.30 su Clubhouse Italia

 

Modera: Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista specialista di mercato dell’arte, assieme a Laura Manione, critica e curatrice fotografica.

 

Che cosa è il libro d’artista come oggetto da collezione? Come si struttura il mercato del libro d’artista? Parliamo del libro d’arte assieme a Diego Bergamaschi che ha fondato un format GRID dedicato al collezionismo di libri che è approdato alla Kunsthalle di Basilea, e con Jacopo Benassi, artista che ha fatto del libro il centro della sua produzione.

 

Ospiti: Diego Bergamaschi, Collezionista; Jacopo Benassi, artista. Intervengono: Damiano Grulli, curatore.

Jacopo Benassi, artista visivo.  Jacopo Benassi (Spezia 1970), fotografa a partire dalla fine degli anni Ottanta, nell’alveo della cultura underground spezzina. A partire dalla ricerca sulla fanzine, sviluppa una produzione di libri d’artista e affissioni pubbliche. Mostre personali: Il Vuoto, Museo Pecci, Prato, 2020.

Diego Bergamaschi colleziona arte contemporanea e libri d’artista da oltre 15 anni. Ricopre alcuni incarichi istituzionali, come ad esempio il Comitato Promotore del Forum Italiano dell’Arte Contemporanea, Comitato Indirizzo ArtVerona. Ha fondato una collezione video condivisa con sette collezionisti, Seven Gravity Collection, una collezione condivisa di carte d’artista, chiamata THE TWO COLLECTION, ed una piattaforma curatoriale assieme ad Antonio Grulli, Eddy Merckx Curating, da cui è scaturito il format GRID dedicato al libro d’artista.

 

 

Domenica 21 marzo 2021, ore 19.30-20.30 su Clubhouse Italia

 

Il Collection Management

 

Moderano: Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista specialista di mercato dell’arte, assieme a Laura Manione, critica e curatrice fotografica.

 

Una collezione è sempre un grandioso progetto culturale, ma anche un progetto che risponde ad alcune necessità pratiche, come la salvaguardia, la manutenzione, la custodia e il restauro dei suoi pezzi. Ne discutiamo con:

 

Ospiti: Rischa Paterlini della Collezione Iannaccone, Alessandro Guerrini di Art Defender. Intervengono: Iva Lulashi, artista.

 

Rischa Paterlini, dal 2003 segue l’Avvocato Giuseppe Iannaccone nella cura della sua collezione di arte moderna e contemporanea. Nel 2017 ha co-curato le mostre dedicate alla collezione di arte italiana tra le due guerre di Giuseppe Iannaccone in Triennale di Milano, alla Fondazione Credito Bergamasco di Bergamo e alla Estorick Collection di Londra. Per Artdefender ha collaborato con Claudio Centimeri per la ideazione e realizzazione di un format web sui collezionisti dal titolo “The Collectors.Chain”.

 

Alessandro Guerrini. Nel 2007 entra in Open Care S.p.A. di cui, dopo ruoli di crescente responsabilità, diviene Amministratore Delegato. Dal 2018 è Amministratore Delegato di Art Defender S.r.l. e di Art Defender Insurance S.r.l., inseriti nel Gruppo Arterìa s.r.l.

 

Iva Lulashi (Tirana, Albania, 1988). Sviluppa un linguaggio pittorico che mischia l’erotico e il politico, legato al tema della dittatura nei paesi socialisti. Fra le mostre più rilevanti, Ti Bergamo, a cura di L. Giusti e V. Ghervasoni, GAMeC Bergamo, 2020; Ciò che vedo, Nuova Figurazione in Italia, a cura di Alfredo Cramerotti e Margherita De Pilati, Mart di Trento e Rovereto, 2019.

 

 

  • Il Collezionismo di video d’arte

 

Domenica 28 marzo 2021, ore 19.30-20.30 su Clubhouse Italia

 

Quali sono le problematiche relative al collezionismo di video d’arte? Il video d’arte rappresenta un medium generalmente costoso da produrre, e il cui mercato è diventato molto limitato a livello privato e maggiore a livello pubblico. Quali sono le edizioni e i prezzi di questo mercato, le tematiche relative all’esposizione e alla conservazione?

 

Moderano: Glenda Cinquegrana, gallerista e giornalista specialista di mercato dell’arte, assieme a Laura Manione, critica e curatrice fotografica.

 

Ospiti: Diego Bergamaschi, Cristian Berselli e Giuseppe Casarotto di Seven Gravity Collection; Leonardo Bigazzi curatore de Lo Schermo dell’arte di Firenze e della Fondazione In Between Art & Film. Intervengono: Stefano Cagol, video artista.

 

Diego Bergamaschi colleziona arte contemporanea e libri d’artista da oltre 15 anni. Ricopre alcuni incarichi istituzionali, come ad esempio nel Comitato Promotore del Forum Italiano dell’Arte Contemporanea, e il Comitato Indirizzo ArtVerona. Ha fondato una collezione video condivisa con sette collezionisti, Seven Gravity Collection, una collezione condivisa di carte d’artista, chiamata THE TWO COLLECTION, ed una piattaforma curatoriale assieme ad Antonio Grulli, Eddy Merckx Curating, da cui è scaturito il format GRID dedicato al libro d’artista.

Cristian Berselli, è un operatore del mondo bancario/finanziario. Collezionista di arte contemporanea dal 1999, con focus su artisti affermati e altri mid-career, ha fondato Seven Gravity Collection.

Leonardo Bigazzi (Fiesole, 1982), è curatore de Lo schermo dell’arte a Firenze con cui collabora sin dalla prima edizione del 2008. Dal 2020 è curatore della Fondazione In Between Art & Film.

Stefano Cagol, artista (Trento 1969), ha partecipato alla 55ª Biennale di Venezia, Manifesta 11, 14ªBiennale di Curitiba, 2ª OFF Biennale Cairo e 1ª Xinjiang Biennale. Ha tenuto mostre personali al CCA – Center for Contemporary Art of Tel Aviv, al Museo MA*GA, al Museo Mart di Trento e Rovereto, al CLB Berlin e ZKM Karlsruhe.

Giuseppe Casarotto, Ingegnere dirigente d’azienda, è presidente di Club GAMeC, associazione culturale a sostegno GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, ideatore del premio annuale Club GAMeC Prize. E’ membro di Seven Gravity Collection.

 

Glenda Cinquegrana ospite di ‘Unicum: storie da collezione’ su Cusano Italia Tv

Il mercato delle opere d’arte online è il tema della puntata di Unicum: storie da collezione di venerdì 20 novembre su Cusano Italia TV (264 dtt), condotto da Francesca Lauri. Glenda Cinquegrana è ospite come gallerista e giornalista autrice di un articolo pubblicato su Forbes Italia sul tema, assieme a Francesco Gibbi, collezionista e CEO di Lot- Art The Art Investment Platform.

Glenda Cinquegrana introduce e spiega le diverse tipologie di piattarforme per la vendita di opere d’arte online, sottolineandone i principali problemi e difficoltà nelle modalità di fruizione dell’opera, poco funzionale all’emozione. Come gallerista racconta la sua esperienza personale nell’uso di queste piattaforme, in cui l’online è considerato come uno spazio per progetti autonomi, concepiti ad hoc per quelle piattaforme, ma considerati integrativi all’attività espositiva che si svolge nello spazio fisico della galleria.

Francesco Gibbi racconta invece la sua esperienza di collezionista e l’approccio a servizio del collezionista con cui è stata concepita Lot-Art.

Come cambierà il mondo dell’arte dopo il Coronavirus

Come cambierà il mondo dell’arte dopo il Coronavirus non è dato saperlo. Al momento quello che sappiamo è come lo abbiamo lasciato prima dello scoppio dell’epidemia di COVID-19: sempre più concentrato su pochi operatori di grandi capitali, con sedi faraoniche, e capaci di operare in tutti gli ambiti, dal primo al secondo mercato.

Storicamente le gallerie sono nate non solo come luoghi di mercato, ma anche come sedi privilegiate di sperimentazione, in cui gli artisti potevano realizzare progetti innovativi, capaci di stravolgere il contenuto del white cube. Gli anni Sessanta, con lo sviluppo dell’arte d’avanguardia, sono pieni di episodi di questo genere: non si può non ricordare la mostra ‘Enviroment Situation and Spaces’ nel 1961 alla galleria di Martha Jackson di New York, il cui pavimento che fu riempito di pneumatici da Allan Kaprow. In Italia è celebre il garage-galleria di via Beccaria di Fabio Sargentini a Roma aperto nel 1968, che l’artista greco Jannis Kounellis popolò di cavalli, in linea con le sperimentazioni nate in seno al movimento dell’Arte Povera.

Ma oggi le cose sono cambiate: nel mercato dell’arte del Ventunesimo secolo, le gallerie più potenti al mondo hanno sedi sontuose dedicate a progetti espositivi di caratura museale. E’ il caso questo della galleria Hauser & Wirth di New York, una fra le gallerie più potenti al mondo, sempre presente ai primi dieci posti della Power 100 di Art Review, che ogni anno ci offre la classifica del personaggi più potenti del arte contemporanea mondiale.

La programmazione della galleria agli inizi 2020 si attesta sui classici: fino a fine gennaio la mostra della sede newyorchese è dedicata alle ceramiche di Picasso; nella filiale di Los Angeles si è aperta lo scorso 13 febbraio l’esposizione dedicata a Lucio Fontana Walking the Space: Spatial Environments 1948-1968. Del grande maestro dell’arte italiana la galleria ha esposto opere di qualità museale, come gli ambienti realizzati con la luce di Wood alla galleria del Naviglio del 1954. Si tratta di opere che sono sui manuali di storia dell’arte, per essere chiari.

Ma c’è di più. La galleria Hauser & Wirth sta sviluppando negli ultimi tempi servizi di carattere educativo, a titolo mecenatistico: attraverso l’ente no profit Hauser & Wirth Institute si dedica a finanziare attività di studio legate agli archivi storici, finalizzata al sostegno dello studio degli storici dell’arte e a garantire la conservazione dei lasciti degli artisti moderni e contemporanei. Certamente pensato per una delle principali fonti di arricchimento della galleria, ovvero l’archivio d’artista, l’Institute sembra nato per garantire nel tempo l’alimentazione di quella falda aurifera su cui si fonda la galleria, che oggi detiene i maggiori archivi dei più importanti artisti della storia dell’arte.

Ma c’è dell’altro. I grossi operatori, infatti, stanno cominciando ad aggredire anche quella fetta di mercato primario fatto di artisti sotto i quarant’anni, che popolavano le scuderie delle gallerie di scoperta. La concentrazione comincia a far paura a tante gallerie che hanno alimentato il mercato negli anni recenti, con storie di relazioni strette con gli artisti, di lungimiranza, e soprattutto di crescita graduale dei prezzi.

Recentemente sui social si è discusso se questo modello basato sulla concentrazione dei capitali nelle mani di gallerie molto potenti, sia fair o no: all’annuncio dell’entrata in scuderia di Hauser and Wirth del giovane talento Nicholas Party, Jerry Saltz, critico del New York Magazine e premio Pulitzer nel 2018 per Criticism, prova a mettere in guardia tutti circa l’aumento delle sfere di influenza di queste gallerie. Saltz, senza peli sulla lingua, le paragona ai colossi monopolistici di livello mondiale come Google e Amazon.

Insomma, sembra proprio che il mondo delle gallerie come le abbiamo conosciute nel secolo scorso, stia cambiando sempre di più. Questi colossi, più aggressivi su tutti i fronti della concorrenza, lo saranno ancora di più in futuro.

 

 

Scatti di un poker d’assi

Pubblicato su Forbes Italia Magazine, marzo 2019. 

Gabriele Croppi (Domodossola 1974) comincia a fotografare a sedici anni, con l’obiettivo di sperimentare la fotografia come linguaggio di contaminazione con le arti quali il cinema, la poesia, la pittura, l’architettura. La vera svolta nella sua carriera è segnata dalla serie intitolata “Metaphysics of the Urban Landscape”, che raccoglie diversi premi di livello internazionale (per tre anni di seguito è insignito del primo premio all’insigne IPA di Los Angeles). Espone in contesti museali a livello internazionale da alcuni anni (a Deichtor Hallen di Amburgo e il Nobel Peace Center di Oslo, per citarne solo due).

Alex Majoli (Ravenna 1971) dal 2011 è il primo presidente italiano della Magnum, la storica agenzia-collettivo di fotografi di livello internazionale. Da ragazzo studia arte a Ravenna come mosaicista e in parallelo si dedica alla professione fotogiornalistica. La svolta avviene con l’ingresso nella Magnum: ‘Al momento non capii il valore di essere nella Magnum’. ‘Vengo da una famiglia umile e non avrei mai pensato di fare l’artista’. Ma dal 2004 riesce a coronare il suo sogno: grazie una ricerca originale in cui la realtà è scenario teatrale di cui l’uso delle luci e il ruolo del fotografo sono chiavi fondamentali, comincia ad esporre a livello internazionale. Le sue opere sono custodite in collezioni importanti come la Martin Margulies Collection di Miami, The Nelson-Atkins Museum di Kansas City e l’ICP New York.

da sina destra Paolo Ventura, Valentina Vannicola, Gabriele Croppi e Alex Majoili.

La più giovane del gruppo è Valentina Vannicola (Fondi, 1984). Specializzata nella staged-photography si avvicina alla fotografia a partire dal primo amore che è il cinema. Il progetto che segna la svolta nella sua carriera è l’ambizioso lavoro di messa in immagine dell’inferno dantesco.’ Per costruire lo scenario, lavoro come una regista, scrivendo la sceneggiatura e disegnando i bozzetti delle singole scene’. Per questo progetto utilizza gli abitanti del suo paese natale, Fondi. Ed è successo: ‘L’Inferno di Dante’ gira l’Australia, partendo da Sydney, per passare per Adelaide e Melbourne.

‘La fotografia è un aspetto del mio amore per la pittura’, racconta Paolo Ventura (Milano 1968). La sua carriera lo ha portato ad essere prima fotografo commerciale di successo, artista e più recentemente scenografo. La carriera come autore comincia nel 2003, quando si trasferisce a New York. ‘Fu l’incontro con la photoeditor del New Yorker Elisabeth Biondi che mi aprì alla carriera autoriale’. Da lì in poi è una lista di successi: il lavoro di Ventura, in bilico fra pittura, poesia, sogno e surrealtà, con al centro il tema dell’artista e del suo doppio, è in collezioni di istituzioni straniere come Philadelphia Museum of Art, la Maison Européenne de la Photographie.

 

Un capolavoro di copia

Pubblicato su Forbes Italia Magazine n° 14 del dicembre 2018

Un’opera originale ha una dignità superiore o vale quanto le sue (infinite) possibili copie? Il tema filosofico-estetico è tornato di recente in auge, grazie alla mostra di Maurizio Cattelan e Alessandro Michele di Gucci a Shanghai, The Artist is present.

Del resto, si tratta di una relazione controversa, da sempre oggetto di dibattito, fino a diventare punto focale dell’opera di alcuni artisti. Come Gabriele Di Matteo, classe 1957, il cui tema centrale d’interesse è l’unicità dell’opera pittorica e delle sue copie. Il suo fortunato percorso, che lo ha portato ad esporre in importanti istituzioni internazionali come il Musèe de l’Art Moderne de la Ville de Paris, lo Zkm di Karlsruhe e il MamCo di Ginevra, ha sempre messo al centro questo argomento come oggetto di analisi. Leggi tutto “Un capolavoro di copia”