La classicità video di Bill Viola

Pubblicato su FPmagazine.eu  nell’aprile 2017.

La Fondazione Palazzo Strozzi ospita fino 23 luglio 2017 una mostra della migliore produzione video di Bill Viola, maestro indiscusso della videoarte contemporanea. Intitolata Rinascimento elettronico, l’esposizione percorre la brillante soluzione espositiva di accostare le video opere  di Viola ai capolavori del Rinascimento – di Pontormo, Masolino da Panicale, Paolo Uccello e Lukas Cranach – che le hanno ispirate, in un’occasione che appare possibile solo nella culla dell’arte classica italiana.

Rinascimento Elettronico permette per la prima volta di vedere nella stessa stanza la Visitazione del Pontormo e l’opera di Viola The Greetings, in un allestimento che l’artista stesso non nasconde di aver sempre sognato. Lo stesso accade con The Emergence, posta accanto alla Cristo in Pietà di Masolino da Panicale. Il gioco di echi fra opere è un crescendo che culmina nell’accostamento ingegnoso fra la lunetta del Giudizio Universale di Paolo Uccello, con l’opera The Deluge.

L’accostamento fra opere pittoriche e video rivela in modo chiarissimo come i nuclei tematici del lavoro di Viola siano in uno stato di continuità ideale con quelli dei capolavori rinascimentali. Se a quelli interessava dare corpo al divino calandolo nell’uomo, a Viola interessa rigorosamente l’umano nell’uomo ed usa il classico laddove questo lo aiuta a dare corpo a temi come quello della sua natura provvisoria, della circolarità fra morte e vita, e il dolore. Temi importanti da sempre sentiti da Viola alla luce di un profondissimo rigore morale.

Viola ha spesso ricordato che il legame stretto con la pittura classica fiorentina risale al biennio fra il 1974 e 1976, in cui, come direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione video diretto d’avanguardia, ebbe modo di frequentarli direttamente.

Oltre al fatto biografico, l’artista non ha mai negato il rapporto di filiazione di queste opere dai capolavori dell’arte italiana antica, dichiarando: ‘non ero interessato ad appropriarmi o a parodiare, non volevo semplicemente riprodurre o citare la storia dell’arte. Ho guardato a loro come modelli per la mia concezione dell’immagine, costruendola grazie a un’esperienza lunga settecento anni’.

L’uso di performers di gran talento drammatico, gli effetti speciali e la creazione di tempo filmico che è dilatato sino a sembrare eterno, sono i sapienti strumenti con cui Viola gioca al fine di produrre nello spettatore i fortissimi echi interiori che si provano dinanzi dei grandi capolavori dell’arte di sempre, antica e contemporanea.

Nella Strozzina sono visibili alcune delle prime opere del maestro degli anni Settanta, che non solo rivelano alcuni elementi che torneranno nelle opere più mature, ma mostrano le notevolissime abilità tecniche del maestro, allora applicate ad un mezzo pionieristico come era il video in epoca pre-digitale.

Man Searching for Immortality/Woman Searching for Eternity (Uomo alla ricerca dell’immortalità/Donna alla ricerca dell’eternità) Bill Viola, 2013, 18’54’’. Installazione video. Dittico di video a colori ad alta definizione proiettato su grandi lastre di granito nero disposte in verticale contro una parete. Interpreti: Luis Accinelli, Penelope Safranek, 227x128x5 cm ciascuno. Courtesy Bill Viola Studio e Blain Southern, Londra.